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Doppietta azzurra alla HERO: in Val Gardena trionfano Ragnoli e Gaddoni

[Translate to italiano:] Juri Ragnoli (Foto: wisthaler)

Juri Ragnoli (Foto: wisthaler)

18. giugno 2017, 18:52 Mountainbike

Gli eroi azzurri Juri Ragnoli ed Elena Gaddoni trionfano alla HERO Südtirol Dolomites 2017. Entrambi hanno inseguito a lungo questa vittoria. Ci hanno provato e riprovato e ce l'hanno fatta in questa ottava edizione. "E' un sogno che si avvera", dicono entrambi al traguardo di Selva di Val Gardena, in un tripudio italiano. Leo Paez, il colombiano che di "HERO" ne ha vinte quattro, questa volta non riesce a imporsi e arriva secondo. Comunque un ottimo risultato, con Daniele Mensi che completa il podio. Gaddoni, invece, mette in fila le due austriache Christina Kollmann e Carmen Buchacher, rispettivamente seconda e terza.

Erano 4017 gli iscritti alla più dura e affascinante gara di mountain bike marathon del mondo, andata in scena sulle incantevoli Dolomiti, passando per Val Gardena, Alta Badia, Arabba, Val di Fassa e Alpe di Siusi per un totale di 86 km e 4500 metri di dislivello per gli uomini e 60 km e 3200 metri di dislivello per le donne.  E' stata una gara perfetta anche per Gerhard Vanzi, presidente del comitato organizzatore. "Grazie a un tempo da sogno, a uno scenario unico e a una organizzazione senza difficoltà anche quest'anno la HERO è stata uno splendido biglietto da visita per le valli dolomitiche e l'Alto Adige".

La gara maschile ha un padrone indiscusso: Juri Ragnoli. Il campione italiano marathon, classe 1988, domina dall'inizio alla fine e dimostra di essere in splendida forma in vista dei Mondiali di domenica prossima a Singen (Germania). Per gli altri oggi proprio non ce n'è. In avvio solo il belga Roel Paulissen riesce a stare in scia al bresciano, che transita per primo sul Dantercepies. Il campione in carica Paez, non al meglio per un problema fisico accusato prima della gara, è attardato ed è costretto a inseguire con Daniele Mensi. Sul Campolongo la musica è sempre la stessa, con Ragnoli tallonato da Paulissen, ma attenzione a un Paez in crescita. Verso il Pordoi, il colombiano stacca Paulissen e prova a lanciarsi all'inseguimento del battistrada. 120 secondi separano i due atleti, con il plurivincitore sudamericano che tenta l'aggancio. Ma contro questo Ragnoli è dura. Infatti il bresciano dello Scott Racing Team anche sul Duron è inarrestabile e per gli avversari è sempre imprendibile. Taglia il traguardo di Selva di Val Gardena per primo (4h29'30") e ad attenderlo c'è Claudia, la fidanzata, che lo accoglie con un romantico abbraccio. Il primo luglio si sposeranno: "Tra poco più di dieci giorni mi sposo con Claudia ed è a lei che voglio dedicare questa vittoria. Vincere la Hero significa coronare un sogno che inseguivo ormai da cinque, sei anni. Vincere qui vuol dire dimostrare di essere il più forte sul percorso più bello. Ho capito che ce l'avrei fatta a Canazei, quando mi hanno comunicato che avevo un vantaggio di sei minuti. Da quel momento ho cercato di gestire le forze fino al traguardo. Mi sono innamorato della HERO nel 2011, quando sono arrivato secondo. Ci sono voluti sei anni perché riuscissi a migliorarmi, ma ci sono riuscito".

Al secondo posto, staccato di quasi sette minuti, troviamo Leo Paez. Il colombiano è incappato in una giornata sfortunata, ma è comunque riuscito a ottenere un risultato prestigioso. "Non mi sentivo bene, prima della partenza ho rimesso, e di conseguenza la condizione non poteva essere ottimale, tanto che temevo di non riuscire ad arrivare nemmeno al traguardo. Poi ho anche sbagliato il percorso. Riprendere Ragnoli era davvero impossibile e posso ritenermi soddisfatto di questo secondo posto".

Sul podio, poi, troviamo un altro azzurro. E' Daniele Mensi, terzo per il secondo anno di fila. "Onestamente mi aspettavo qualcosina di più. Invece ho commesso l'errore di gestirmi troppo all'inizio, quando mi sentivo molto bene. Pensavo che la gara potesse decidersi più avanti. Invece mi sbagliavo, bisognava spingere da subito e Ragnoli ormai era andato. Scendendo da Canazei sono riuscito a recuperare e comunque salire su questo podio è sempre una grande soddisfazione. La condizione c'è e questo è un buon segnale in vista dei prossimi Mondiali".

Dopo Ragnoli, anche Elena Gaddoni riesce a firmare l'albo d'oro della HERO. La romagnola della Cicli Taddei centra infatti un successo che ancora mancava nella sua bacheca. Chiudendo i 60 km del percorso femminile in 4h03'21, conquista per la prima volta la durissima gara. E' stato praticamente un monologo. Dopo essere transitata sul Dantercepies con 13 secondi di ritardo da Maria Cristina Nisi, Gaddoni si prende il comando e non lo lascia più. Macina chilometri e le avversarie non la vedono più. "L'emozione è fortissima – dichiara all'arrivo -. Vincere la Hero è il coronamento di una carriera, è un sogno che si realizza, è davvero il massimo. Oggi è stato tutto perfetto, dall'inizio alla fine. Sono partita subito forte, poi ho tenuto duro sulla salita del Pordoi. Nell'ultimo tratto la fatica si è fatta sentire ed è normale che sia così perché questa gara è davvero dura. Il percorso è perfetto, migliora ad ogni edizione, ed è sempre stupendo correre qui. Complimenti agli organizzatori".

Dietro, intanto, risalgono le austriache, con Christina Kollmann che fa la differenza sul Sella e va a prendersi il secondo posto, a quasi 4' dalla vincitrice. "La Hero è una gara estremamente dura e ho sentito la fatica anche perché sono reduce dall'Alpen Tour della scorsa settimana, competizione che sono riuscita a vincere e quindi non avrei mai pensato che sarei riuscita a fare così bene anche qui. Sono riuscita a staccare Nisi sulla discesa del Pordoi, mentre Gaddoni era veramente irraggiungibile".

Alle spalle di Kollmann c'è Carmen Buchacher, che supera Maria Cristina Nisi e va a completare il podio. "Vivo e mi alleno in Sudafrica e non sono abituata a simili salite. Ho trovato un percorso davvero bello, ricco di discese molto tecniche. Ho sofferto maggiormente le ascese, pagando un pizzico di stanchezza a causa della recente partecipazione all'Alpen Tour".

La 60 km, invece, è altoatesina, con Klaus Fontana che si presenta a braccia alzate sul traguardo. Il pusterese del Torpado Südtirol aveva vinto sul "lungo" la primissima edizione della "Hero", nel 2010. Oggi porta a casa il percorso "corto" ed è il primo atleta a realizzare questa particolare doppietta.

4017 partecipanti alla HERO Südtirol Dolomites non si erano mai visti prima d'oggi e anche in questa ottava edizione si è registrato il tutto esaurito. La HERO si conferma non solo la più difficile mountain bike marathon del mondo, ma anche una delle più ricercate e frequentate. "Naturalmente a noi come organizzatori la continua crescita della HERO ci riempie di gioia", dice Gerhard Vanzi, presidente del comitato organizzatore. Che fa un bilancio provvisorio. "Un evento di queste dimensioni è sempre legato a tante incognite. Per questo sono felice che tutto abbia funzionato: gli atleti sono arrivati in buone condizioni al traguardo, il tempo è stato perfetto, anche gli spettatori hanno avuto la loro parte e sono rimasti sicuramente soddisfatti dello spettacolo", dice Vanzi, che sottolinea come la HERO sia un biglietto da visita ottimale. "Le valli dolomitiche e l'Alto Adige possono mostrare il loro lato migliore anche grazie alla collaborazione di centinaia di collaboratori volontari".


Classifica HERO Südtirol Dolomites 2017 Uomini (86 chilometri)

1. Juri Ragnoli (ITA) 4:29.30,4
2. Hector Leonardo Paez Leon (COL) 4:36.23,3
3. Daniele Mensi (ITA) 4:41.00,8
4. Uwe Hochenwarter (AUT) 4:42.20,2
5. Tony Longo (ITA) 4:42.48,8
6. Markus Kaufmann (GER) 4:43.59,6
7. Cristian Cominelli (ITA) 4:46.01,0
8. Urs Huber (SUI) 4:51.34,2
9. Luca Ronchi (ITA) 4:52.10,6
10. Cristiano Salerno (ITA) 4:53.20,2

 
Classifica HERO Südtirol Dolomites 2017 Donne (60 chilometri)

1. Elena Gaddoni (ITA) 4:03.21,8
2. Christina Kollmann (AUT) 4:07.24,4
3. Carmen Buchacher (AUT) 4:11.29,1
4. Maria Cristina Nisi (ITA) 4:14.00,3
5. Costanza Fasolis (ITA) 4:14.19,4
6. Sabine Sommer (AUT) 4:15.40,9
7. Andrea Böttger (AUT) 4:16.24,8
8. Elisa Gastaldi (ITA) 4:22.21,9
9. Elisabeth Steger (ITA) 4:28.57,0
10. Katrin Schwing (GER) 4:33.19,3



Ecco gli highight della HERO 2017:




Autore: afa
Età: 177 giorno(i)

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